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Energy Efficiency Watch: la pagella dell’Italia secondo gli esperti di efficienza energetica

maggio 6, 2013

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Il Piano italiano per l’Efficienza Energetica ha sviluppato degli obiettivi settoriali, anche se alcune parti rimangono insoddisfacenti”, con una “mancanza di obiettivi di lungo termine. Il coinvolgimento di soggetti non governativi e del mercato, l’esistenza di un’agenzia nazionale e regionali, lo schema dei Certificati Bianchi sono elementi positivi.” Questo il giudizio del report Energy Efficiency Watch per l’Italia.

L’Energy Efficiency Watch (www.energyefficiencywatch.org) è un progetto di ricerca sullo status dell’implementazione delle politiche nazionali sull’efficienza energetica nei 27 Paesi dell’Unione Europea, che comprende una valutazione sia del livello di ambizione che delle politiche concretamente realizzate. Alla sua realizzazione hanno partecipato oltre 700 esperti di tutta Europa, intervistati tra aprile 2011 e settembre 2012.

Gli esperti intervistati evidenziano alcuni passi avanti, ma sono critici riguardo al progresso generale delle azioni in merito all’efficienza energetica realizzati dalla politica italiana: più dell’80% ritiene che non ci sia stato nessuno o pochi progressi negli ultimi tre anni. Quasi il 90% considera gli obiettivi di efficienza energetica poco ambiziosi o ambiziosi solo in alcuni settori. Oltre il 70% non crede che gli obiettivi italiani saranno centrati, o che saranno realizzati solo in parte.

Il report analizza l’efficienza energetica in Italia anche a livello settoriale: in particolare, si evidenzia che il settore pubblico, pur essendo coperto da pacchetto di misure che include requisiti per gli edifici pubblici e l’illuminazione, manca di misure concrete riguardo agli acquisti verdi (Green Public Procurement). Rispetto al settore residenziale sono presenti degli incentivi (come le detrazioni al 55% per gli interventi di efficienza energetica) che rappresentano la misura più consistente, insieme alle certificazioni energetiche. Nonostante questo, il 25% degli intervistati ritiene che proprio in questo settore si registrino le maggiori mancanze. Il settore che risulta meno bilanciato è quello dei trasporti: gli intervistati pensano che i target non siano definiti in maniera strategica e coordinata, con alcune, poche misure accennate nel piano nazionale, ma non spiegate nell’attuazione.

I consigli per migliorare? Ogni settore dovrebbe avere un obiettivo di lungo termine, fino al 2050, ed essere implementato con un approccio più strategico. In particolare, il settore industriale dovrebbe fissare dei target di risparmio energetico e in quello dei trasporti dovrebbero essere introdotti incentivi per l’efficienza e favorita la diffusione di informazioni.

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