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Bollette, perché consumare di più? Ecco il vademecum per tagliare gli sprechi del riscaldamento

novembre 23, 2015

casa passiva

La ricetta per tagliare la bolletta energetica si può. Eccone gli ingredienti per evitare il “caro riscaldamento”.

Tra il 15 ottobre ed il primo dicembre di ogni anno, a seconda della propria fascia climatica, nei comuni italiani si da il via all’accensione degli impianti centralizzati. Nello stesso periodo, in base alle temperature, si iniziano ad accendere anche quelli autonomi. E le bollette crescono. È possibile però tenere a freno i consumi senza ridurre il comfort abitativo. Per questo il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Enea hanno stilato un vademecum per un riscaldamento efficiente e conveniente.

Ecco di seguito i consigli stilati sulla base delle indicazioni del vademecum:
Regola N. 2 – Controllare la temperatura ambiente.
Scaldare  troppo la casa fa male alla salute e al portafogli: la normativa stabilisce una temperatura di 20 – 22 gradi, ma 19° sono spesso più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Ad aiutarci a ricordarlo è il risparmio: ogni grado abbassato si traduce in una diminuzione dei consumi del combustibile dal 5 al 10%.Regola N. 1 – La manutenzione periodica degli impianti. È ritenuta la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato e ben manutenuto inquina e consuma di meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa non inferiore a 500 euro, in base a quanto stabilisce il DPR 74/2013.

Regola N. 3 – Orario di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.

Regola N. 4 – Utilizzare i cronotermostati. ovvero i dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.

Regola N. 5 – Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature permettono di aprire, chiudere e regolare la circolazione dell’acqua calda nel singolo termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore  negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi.

Regola N. 6 Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È un ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore (a fortiori nel caso in cui il termosifone dia verso una parete esterna).

Regola N. 7 Schermare le finestre la notte. Chiudere persiane e tapparelle o mettere tende pesanti permette di ridurre le dispersioni di calore verso l’esterno.

Regola N. 8 Effettuare un check up alla propria casa. L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto primario: se la costruzione è risalente a prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con nuovi modelli che disperdono meno calore, il beneficio può essere doppio: si  riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire dei cosiddetti ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.

Regola N. 9 Impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con  impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per questi interventi si può usufruire degli ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici 65% e del patrimonio edilizio del 55% [su questo potrete contattare Italtherm per conoscere la caldaia più adatta alle vostre esigenze].

Regola N. 10  Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni: mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi.  Inoltre un’attenzione particolare durante i ricambi d’aria negli ambienti. Meglio far rinnovare l’aria in pochi minuti spalancando le finestre che tenerle socchiuse a lungo.

Quali ulteriori informazioni il vademecum si sofferma, inoltre sulla nuova etichettatura per le caldaie. Da fine settembre è in vigore nuova etichettatura energetica che definisce gli standard minimi di efficienza per le caldaie. Introdotta dal MiSE sulla base del regolamento europeo Ecodesign, prevede una classificazione energetica da A+ a G per gli apparecchi per riscaldamento degli ambienti e da A a G per gli apparecchi per produrre acqua calda sanitaria. Inoltre, diventa obbligatorio installare solo caldaie a condensazione, in grado di recuperare gran parte del calore contenuto nei fumi che, altrimenti, andrebbe disperso nel camino. I produttori di caldaie non potranno più immettere sul mercato quelle non ad alto rendimento.

Sui controlli sull’efficienza – L’ENEA, in collaborazione con il MiSE e il CTI – Comitato Termotecnico Italiano, ha predisposto anche le Linee guida per facilitare l’applicazione della normativa sui controlli per l’efficienza energetica (DPR 74/2013), che costituiscono un riferimento per le regioni o per le autorità competenti. L’Agenzia, inoltre, supporta  il MiSE nell’informazione ai cittadini, agli operatori del settore e alla Pubblica Amministrazione e, per conto delle Amministrazioni Locali,  cura la formazione e il rilascio dell’attestato di idoneità tecnica ai professionisti abilitati ai controlli (ad oggi più di 1600)  che operano su tutto il territorio nazionale.

Per ogni informazione sulle caldaie vi invitiamo a consultare il portale di Italtherm.

Credits Immagine: “Passivhaus thermogram gedaemmt ungedaemmt” by Passivhaus Institut – Copied to Commons from http://en.wikipedia.org. Original source Passivhaus Institut, Germany – http://www.passiv.de. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Passivhaus_thermogram_gedaemmt_ungedaemmt.png#/media/File:Passivhaus_thermogram_gedaemmt_ungedaemmt.png

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