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L’Ecobonus per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica conviene a tutti!

febbraio 17, 2016

ristrutturazione edilizia ecobonus

I dati ufficiali sono del Centro Studi della Camera dei deputati

Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio convengono all’Italia. L’Ecobonus è stato prorogato per il 2016, ma in molti ritengono tale misura debba essere stabilizzata rendendola quindi permanente.

Le ragioni di tale proposta? Basta leggere i dati del rapporto “il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio” realizzato dal Servizio Studi della Camera dei Deputati con il suo Servizio Studi – Dipartimento Ambiente e l’istituto CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio).

Il testo ha preso in esame le misure di detrazione e gli ecobonus dal 1998 ai primi otto mesi del 2015: dalle stime elaborate emerge che, in tale arco temporale, gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato ben oltre 12,5 milioni di interventi. Questo numero, già di per se stesso elevato, assume una prospettiva di maggiore impatto se paragonato ai dati Istat secondo i quali le famiglie in Italia sono 24,6 milioni e le abitazioni sono 31,2 milioni. Il dato, si sottolinea nel rapporto, rimarrebbe di forte rilievo anche qualora gli stessi interventi avessero riguardato la medesima unità abitativa.

Nei 18 anni considerati, le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 207 miliardi di euro (una media di 11 miliardi di euro all’anno a valori correnti), di cui 178 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e poco meno di 30 miliardi la riqualificazione energetica. In particolare il massimo livello degli investimenti si è registrato nel 2013 e nel 2014. Se si considera il consuntivo per il 2014 esso riporta un volume di investimenti pari a 28,5 miliardi di euro, di cui 24,5 miliardi di euro sono relativi al recupero e 3,9 alla riqualificazione energetica.

Per quanto riguarda il 2015, i dati ricavati sulla base dell’andamento dei primi otto mesi, pur registrando una flessione, hanno confermando un livello decisamente superiore rispetto alla media degli anni precedenti.

Sul fronte occupazionale tutto ciò si è tradotto in una crescita dei posti di lavoro (green): il settore, nel periodo 2008-2015, ha occupato oltre 2 milioni di lavoratori, con una media di 111.000 occupati diretti all’anno. Solo nel 2014 le stime hanno registrato 424.800 occupati comprensivi anche dell’indotto e ciò nonostante la fase di crisi che ha colpito pesantemente il settore dell’edilizia.

Misure che si sono trasformate anche in una fondamentale leva economica.

A conti fatti, il saldo per lo stato è in positivo – per un valore pari a circa +10,5 miliardi di Euro – tenendo conto dell’incremento del gettito (positivo), i flussi derivanti dalle detrazioni (negativi), le maggiori entrate derivanti dalla Matrice di contabilità Sociale (positive) e il minor gettito fiscale sui consumi energetici (negativo).

Senza dimenticare poi che, nella stima dell’impatto delle detrazioni, dovrebbero essere considerati due aspetti importanti, che allo stato appare complesso quantificare: si tratta, da un lato, degli effetti in termini di emersione dei redditi e dell’occupazione “irregolare” e, dall’altro, della riduzione dei consumi energetici e conseguentemente delle emissioni di Co2. Un aspetto fondamentale che rientra nelle politiche di lotta ai cambiamenti climatici.

Per leggere l’intero documento cliccate qui.

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