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Inquinamento in città e riscaldamento domestico: il risparmio delle caldaie a condensazione

ottobre 11, 2016

Le stime sono impressionanti: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha calcolato che l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 3,7 milioni di decessi all’anno nel mondo, di cui 800.000 solo in Europa. Perciò l’OMS ha raccomandato all’Unione Europea l’adozione di politiche finalizzate alla riduzione delle fonti di inquinamento urbano: tra queste, c’è anche il riscaldamento domestico.

Che cos’è l’inquinamento atmosferico?

E’ l’emissione in atmosfera di sostanze che vengono chiamate inquinanti in quanto alterano un equilibrio naturale, con un conseguente effetto nocivo. Tra gli inquinanti urbani troviamo il particolato (PM10 e PM2,5), il biossido di azoto, l’ozono troposferico, il benzo(a)pirene, il benzene e alcuni metalli (arsenico, cadmio e nichel).

Le fonti di inquinamento urbano sono diverse: i trasporti (e in particolare i gas di scarico degli autoveicoli) e i fumi del riscaldamento domestico occupano i primi posti per contributo alle emissioni inquinanti. Un altro fattore importante in alcune città è la presenza di industrie e stabilimenti produttivi. Anche le condizioni meteo-climatiche, come l’assenza di piogge per un lungo periodo, hanno un grado di incidenza sulla persistenza degli inquinanti in alcune città.

Riscaldamento domestico e caldaie a condensazione

Secondo dati ISPRA del 2015 rielaborati da Legambiente, il riscaldamento domestico contribuisce al 59% del PM10 primario e del monossido di carbonio delle città e all’11% degli ossidi di azoto. Anche per il riscaldamento domestico i livelli di inquinamento dipendono da vari fattori, tra cui il tipo di combustibile, la tipologia di impianto, la manutenzione. Per quanto riguarda il combustibile quello che produce minori emissioni è senza dubbio il gas, che quindi risulta meno inquinante rispetto ad altre soluzioni di riscaldamento, come gli apparecchi a combustibile solido o liquido.

Inoltre, scegliendo la tipologia di caldaia “a condensazione”, è possibile diminuire ulteriormente sia le emissioni, che i consumi di combustibile: sono infatti apparecchi in grado di recuperare l’energia contenuta nel vapore acqueo che si forma durante il processo di combustione, riducendo così al minimo i consumi di gas. Proprio per la riduzione di inquinanti e per favorire il risparmio energetico, l’installazione di caldaie a condensazione è incentivata attraverso il cosiddetto Ecobonus, che permette di portare in detrazione il 65% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione della caldaia a condensazione.

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