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Energia solare e comuni italiani. A che punto siamo? I dati dell’Ecosistema Urbano.

gennaio 31, 2017

Come da tradizione, ad anno nuovo si stilano i bilanci sui risultati ottenuti e, in ambito di ecosostenibilità, chi fa i conti in tasca al Belpaese èEcosistema Urbano 2016” rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, giunto alla sua XXIII edizione che, tra i diversi indicatori di ecosistema, analizza e da i numeri sulle rinnovabili in città.

I parametri dell’Ecosistema Urbano

Diversi fra loro sono gli indicatori selezionati per confrontare i risultati raggiunti dai capoluoghi di provincia italiani: i primi tre riguardano la qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), altri tre la gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), due i rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due il trasporto pubblico (offerta proposta e percentuale di utenti rispetto alla popolazione), cinque la mobilità (tasso di motorizzazione auto, modal share auto moto, percentuali di piste ciclabili e isole pedonali), uno l’incidentalità stradale, due le energie rinnovabili (consumi e produzione).

Impianti solari in città. A che punto siamo negli edifici pubblici?

 

L’indicatore sulla diffusione delle energie rinnovabili si focalizza sulla presenza di impianti solari termici e fotovoltaici su edifici pubblici e, nello specifico, viene valutata la potenza complessiva degli impianti solari (termici e fotovoltaici) installati su realizzati su stabili di proprietà comunale ogni 1.000 abitanti residenti.  Pur registrando un lieve miglioramento del dato medio – che da 6,28 kW/1.000 abitanti passa a 6,40 kW/1.000 abitanti- rimane di fatto invariato sia il numero di capoluoghi (16) che possono vantare 10 o più kiloWatt prodotti da impianti termici e fotovoltaici installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti, sia il numero delle città dove in cui non si raggiunge 1 kW/1.000 abitanti (26). Nella classifica dei capoluoghi-eccellenze in questo ambito, come lo scorso anno, primeggia, con un distacco abissale sulle inseguitrici, la città di Salerno che può vantare ben 188 kW installati ogni 1.000 abitanti. Seguono, con un evidente margine sulla seconda, Padova e Pesaro con circa 30 kW/1.000 ab.

Energia solare e impianti domestici. I dati del rapporto

In merito ai fabbisogni energetici domestica coperti da fonti rinnovabili sono 23 i comuni che hanno una copertura del 100%. Va peraltro segnalato che in ben 42 città la percentuale di copertura del fabbisogno domestico derivante da fonti energetiche rinnovabili non arriva ad un terzo del totale e addirittura in dieci casi poi non arriva nemmeno al 10%.

Rileva il rapporto che se – come si evince dai dati di Comuni Rinnovabili 2015 – sia significativo (per quanto sempre migliorabile) il numero dei comuni in cui la copertura dei fabbisogni elettrici è addirittura superata dalle fonti rinnovabili, la parte termica, sia “troppo spesso e a torto ignorata” nonostante essa rappresenti “larga parte della domanda [e dei costi in bolletta] per le famiglie”. Quindi tanto si può e si dovrebbe fare per incentivare il solare termico in tutta la penisola quale forma conveniente di energia pulita.

I migliori e i peggiori del Ecosistema Urbano 2016.

Anche per il 2016 si registra un evidente separazione tra Nord e Sud: le migliori performance sono state registrate nel Centro-Nord e, nell’ordine, a Macerata, Verbania, Mantova, Trento, Bolzano, mentre, in fondo alla classifica, stazionano centri dell’Italia meridionale come Vibo Valentia (104), Frosinone (103), Palermo (102), Caserta (101) e Siracusa (100).

Il quadro che emerge dal report è quello di un paese diviso in due. Come ha spiegato, nel corso della presentazione del report, Rossella Muroni, Presidente nazionale di Legambiente, “questo rapporto racconta un Paese a due velocità: quella delle amministrazioni e quella dei cittadini con le associazioni, i comitati di quartiere, le cooperative solidali. E mentre le prime si confermano lente, rigide e quasi impermeabili ai cambiamenti, le seconde spiccano per vivacità e spirito d’iniziativa con tantissime buone pratiche che pur coinvolgendo concretamente un condominio, una strada o un quartiere, esprimono un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente.”

Potrete trovare tutti i dati del dossier “Ecosistema Urbano, XXIII edizione” online.

Per conoscere il migliore impianto di solare termico adatto alle vostre esigenze, i benefici in termini ambientali e gli eco incentivi 2017 potrete contattare Italtherm.

 

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