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Case ed uffici responsabili del 29% di emissioni di CO2 in Europa. Ecco come ridurle subito

giugno 27, 2017

L’efficienza energetica degli edifici è uno degli obiettivi prioritari delle istituzioni dell’Unione Europea. Nonostante, però, l’abbondante produzione di direttive e regolamenti, ad oggi, al settore dell’edilizia sono ascrivibili il 40% dei consumi energetici dell’Unione europea e il 36% delle emissioni di CO2. Ad abitazioni e uffici, nello specifico, è imputabile ben il 29% delle emissioni di gas serra prodotti all’interno dell’UE. Fin qui, direte, una notizia negativa. Anche in questo caso, però, possiamo vedere anche la metà piena del bicchiere: investendo, in termini di efficienza, sull’edilizia residenziale e sugli edifici dedicati al settore terziario (commerciali o pubblici che siano) è possibile tagliare, in maniera ecoefficiente e importante, la CO2 prodotta in Europa.

L’efficienza energetica incide sul benessere delle persone in casa e in ufficio e, infatti, come l’Arpat sottolinea, “sicurezza, rumori, umidità, temperatura, muffe sono tra i problemi principali” di molti edifici, tanto che si stima come il 15% della popolazione viva in condizioni abitative inadeguate.

Gli esperti di Legambiente rimarcano che è arrivato il momento di “avviare concretamente la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato per renderlo davvero sicuro (dal rischio sismico e idrogeologico) e ad energia “quasi zero”, con l’obiettivo di riqualificare in 30 anni tutti gli edifici pubblici e privati, ovvero il 3% all’anno. Per fare questo si stimano oltre 400 mila interventi all’anno tra ristrutturazioni radicali e ricostruzioni”.

In tal senso spingono anche gli obblighi normativi nazionali: come previsto dalla legge n. 63/2013 (che recepisce la direttiva UE 31/2010) è obbligatorio, dal 2021, per tutti gli edifici, garantire almeno il 50% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.

Un obiettivo prioritario è quello quindi di riscaldarsi senza inquinare. Come?

  • Facendo rispettare l’obbligo di installare i contabilizzatori di calore all’interno dei condomini;
  • Attuando in maniera concreta e sistematica i controlli sulle caldaie (come previsto dalla legge);
  • Rispettando e facendo rispettare i limiti di temperatura previsti (20 gradi d’inverno e 26-28 d’estate) e l’obbligo ai negozi di tenere chiuse le porte con la climatizzazione accesa. Tutto l’anno.
  • Cambiando la vecchia caldaia con un esemplare a condensazione ecoefficiente o scegliendo climatizzatori amici del portafogli e del clima. Per maggiori dettagli sull’impianto giusto per la vostra casa o ufficio, contattate Italtherm.
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