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Erp, i nuovi limiti di ossido di azoto: ecco cosa cambia per le caldaie dal 26 settembre 2018

luglio 2, 2018

Dal 26 settembre entrerà in vigore una previsione legislativa inclusa nella direttiva Erp. Abbiamo chiesto all’ing. Giovanni Fontana di Italtherm di spiegarci di cosa si tratta.

Che cosa succederà dopo il 26 settembre?

Dopo il 26 settembre i fabbricanti di apparecchi che utilizzano la combustione come modalità per produrre energia, dovranno immettere sul mercato solo ed esclusivamente apparecchi che garantiscano un livello di emissione di NOx (ovvero di ossidi di azoto) inferiori a una certa soglia. Questa soglia è stata indicata in 56 mg/kWh di NOx misurati in riferimento al Potere Calorifico Superiore per i combustibili gassosi, per cui riferibili alle caldaie e agli scaldaacqua a gas. In questa fase di attuazione, il nuovo obbligo limita gli inquinanti più che stimolare l’efficienza come invece era avvenuto nella prima fase dell’entrata in vigore dell’Erp, nel 26 settembre 2015, in cui le caldaie dovevano invece garantire un rendimento superiore a una soglia minima.

Ha quindi una finalità ambientale: le caldaie sono sempre meno inquinanti, anche per diminuire l’impatto in termini di gas climalteranti e quindi di contrastare i cambiamenti climatici.

Per chi vale il nuovo obbligo in merito ai limiti degli ossidi di azoto?

Si tratta, come già avvenuto per le tranche precedenti di applicazione dell’Erp, dell’immissione sul mercato: l’obbligo riguarda i fabbricanti. I rivenditori e i grossisti che hanno nei propri magazzini apparecchi acquistati prima del 26 settembre 2018 e che quindi potrebbero anche non rispettare la soglia limite, non hanno limiti temporali alla vendita di questi apparecchi. Il limite all’immissione sul mercato di apparecchi rispondenti alle nuove caratteristiche è in capo al fabbricante.

Dal punto di vista pratico, che cosa hanno di diverso i nuovi apparecchi?

Innanzitutto occorre ricordare che le caldaie a condensazione premiscelate sono già tutte a basso NOx, quindi per loro non cambia nulla. Il limite che entrerà in vigore dal 26 settembre andrà quindi a impattare su una categoria di caldaie abbastanza ridotta (caldaie a tiraggio naturale), discorso diverso invece per gli scaldabagni forzati e a tiraggio naturale.

Nel caso, quindi, di caldaie non a condensazione, dovrà cambiare la modalità di combustione. Occorre “raffreddare la fiamma”: sembra un ossimoro, ma in realtà si tratta di avere delle temperature di combustione più basse di quello che avviene in un bruciatore senza particolari accorgimenti. “Raffreddare la fiamma”, anche se l’espressione fa sorridere, significa avere un circuito idraulico, che facendo passare dell’acqua in tubi all’interno delle rampe del bruciatore, riescono a diminuire la temperatura di combustione evitando la formazione degli NOx.

Questo perché in presenza di temperature elevate l’azoto si combina con l’ossigeno creando appunto degli ossidi di azoto: se riesco a ottenere delle combustioni con temperature di fiamma più basse, non viene data la possibilità all’azoto di interagire chimicamente con l’ossigeno e quindi di realizzare gli ossidi di azoto.

Le caldaie Italtherm, sono pronte per soddisfare la nuova normativa Erp?

Noi stiamo già realizzando caldaie “a basso NOx”. A parte gli scaldabagni a gas, sui quali stiamo lavorando ai nuovi modelli che presenteremo entro il 25 settembre, tutti gli altri apparecchi sono già conformi alla nuova normativa.

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