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Raccontare e divulgare l’efficienza energetica fa bene al Pianeta (e taglia le bollette)

agosto 27, 2018

Italtherm, sin dalla sua nascita, è impegnata non solo nel fornire i migliori prodotti in termini di qualità, efficienza energetica e minor impatto ambientale ma anche nella corretta divulgazione di come poter realizzare un risparmio energetico a partire dalle scelte quotidiane. Oggi, per approfondire, abbiamo intervistato l’Arch. Antonio Disi, creativo, divulgatore e ricercatore dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica di ENEA, ideatore di campagne nazionali di comunicazione come l’Italia in classe A e autore di pubblicazioni scientifiche e per il grande pubblico.

Nella strategia per l’efficienza energetica, quanto è importante e quanto incide una corretta informazione e comunicazione? Può realmente contribuire a tagliare le bollette in casa e in azienda?

Non comunicare è impossibile, lo ha detto qualcuno molto prima di me. Perciò sarebbe una vera e propria utopia pensare che un cambiamento epocale, come quello che stiamo preparando con la transizione energetica dalle fonti fossili alle rinnovabili, non necessiti di un intenso flusso di comunicazione e di informazione fra tutti gli attori che faranno parte di questo cambiamento.

Tale comunicazione è indispensabile soprattutto perché la transizione energetica non è semplicemente una questione di tecnologia ma è una questione umana e sociale e, pertanto, riguarda i valori che guideranno le nostre esistenze.

Le azioni per aumentare la consapevolezza pubblica, per indurre cambiamenti comportamentali e per fornire l’educazione al giusto consumo di energia costituiscono un elemento importante delle politiche e dei programmi che sostengono l’efficienza energetica e il risparmio energetico. Grazie a tali azioni è possibile ottenere riduzioni strutturali del consumo di energia fino al 20% senza prevedere importanti investimenti economici e in un lasso di tempo veramente ridotto.

Tuttavia, fornire informazioni non è sufficiente. La mancanza di conoscenza non è solo dovuta a una mancanza di informazioni, ma il suo sviluppo dipende molto dal modo in cui le informazioni vengono fornite e quale sarà l’effetto che esse avranno nel cambiare il modo in cui pensiamoimmaginiamovediamo ed ascoltiamo.

Visto che il petrolio ha plasmato le nostre idee e i nostri valori, tanto quanto le nostre infrastrutture e le economie, una transizione energetica intenzionale ci richiederà di pensare di nuovo a temi quali la ricchezza, la bellezza, la comunità, il successo e ad una miriade di altre idee che formano le nostre società e noi stessi.

E allora quale modo migliore per aiutarci a cogliere la storia del nostro presente e ad immaginare diverse possibilità per il nostro futuro se non utilizzando le discipline umanistiche – arte, storia, filosofia, studi culturali, studi religiosi e così via? Il racconto, la scrittura, le arti sono equipaggiate in modo unico per supportare il nostro a impegno verso una transizione energetica completa e di grande successo.

La comunicazione efficace è solo quella istituzionale o si possono immaginare altre modalità di informazione e divulgazione efficaci?

Trasferire informazioni e conoscenze su risparmi ed efficienza energetica è il punto di partenza fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissi, ma è necessario anche condividere con i destinatari i benefici, le utilità, le prospettive e anche i limiti. Per fare questo è necessario instaurare un sistema di comunicazione efficace tra la fonte delle informazioni e i destinatari della stessa basata su codici e valori condivisi.

La comunicazione istituzionale è fondamentale, soprattutto per il suo carattere di autorevolezza e terzietà. Basti pensare al ruolo dell’ENEA che a partire dalla prima crisi petrolifera ha svolto un’azione di informazione costante verso diverso target quali cittadini, imprese, operatori di settore e Pubblica Amministrazione.

Ultima azione in ordine di tempo è la Campagna Nazionale ‘Italia in Classe A’ prevista dell’arte. 13 del D.lgs 102/2014 ( http://www.italiainclassea.enea.it ).

Ma per ottenere la massima efficacia è necessario che la comunicazione istituzionale, riesca a raggiungere i propri target sia direttamente che attraverso soggetti intermedi (media e imprese) i quali decodificano il messaggio originario per poi ricodificarlo nel ruolo di nuovi emittenti, aggiungendo i propri codici e valori e veicolarlo attraverso un nuovo flusso di comunicazione verso il ricevente finale che quindi decodifica un nuovo messaggio dotato di più codici e valori.

Il suo libro “Storie di ordinaria energia” racconta l’energia e l’efficienza energetica con ironia. È una chiave efficace? O l’ironia rischia di sminuire la portata del messaggio?

Più che l’ironia, io utilizzo l’umorismo per raccontare l’energia ed il risparmio energetico.

L’umorismo, infatti ha la capacità di sollevare l’umore con estrema leggerezza e riflessione portando chi riceve il messaggio al ragionamento ed alla comprensione del messaggio stesso. La leggerezza dell’umorismo non sminuisce affatto il messaggio, anzi, lo priva di quegli orpelli che lo rendono a volte incomprensibile, eliminando la ‘pesantezza’ e soprattutto quella sorta di ‘moralismo’ che da sempre avvolge i temi dell’ambiente e dell’energia.

L’ironia, invece, è uno strumento di ricerca che io utilizzo per analizzare la realtà attraverso una sorta di distacco, di sospensione guardando il mondo ‘di lato’. Solo grazie all’ironia riesco a costruire un messaggio che colpisca l’umore, conducendo il lettore verso la conoscenza e la comprensione.

Il volume raccoglie piccole storie che raccontano brevi momenti o vite intere di eroi metropolitani, che vivono un’esistenza artificiale e le cui vite sono condizionate dall’uso e dal cambiamento delle tecnologie che in un modo o nell’altro consumano energia.

Tra le storie del libro ve ne sono alcune dedicate alle pompe di calore o ai climatizzatori?

Certamente! Come avrei potuto non raccontare queste tecnologie che mi stanno più a cuore, soprattutto nelle mie attività di divulgazione, proprio perché sono quelle il cui funzionamento è compreso dalle persone con molta difficoltà.

Il primo, Haiku n.4, è molto breve un po’come i componimenti giapponesi da cui prende il nome e racconta della difficoltà di comprendere il funzionamento di una pompa di calore e, in particolare, della corrispondenza dei tasti caldo/ freddo presenti sul telecomando.

Miracolo tecnologico, invece è una storia di povertà energetica, un dialogo fra un parcheggiatore napoletano e San Gennaro con la richiesta di una intercessione molto particolare.

Infine, Calori sinistri nella notte, è un thriller dove il malfunzionamento di un impianto di riscaldamento a pannelli radianti, diventa l’occasione per raccontare un rapporto di coppia con le debolezze e le paure.

Ma le storie non finiscono mai e, quotidianamente, sul mio blog www.antoniodisi.com sperimento nuovi modi di raccontarmi e raccontare  utilizzando la scrittura, ma anche l’immagine per riuscire a rendere il mio messaggio semplice e allo stesso tempo efficace.

Buona lettura a tutti.

 

 

 

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